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La colata lavica etnea del febbraio 2025 monitorata con i satelliti SkySat e SEVIRI

di Gaetana Ganci

L’8 febbraio 2025 è iniziata una eruzione effusiva sull’Etna, che sta ancora proseguendo al momento di pubblicazione di questa fotonotizia.

La bocca eruttiva si trova a 3050 metri di quota, alla base del cratere Bocca Nuova. La progressiva espansione del campo lavico viene costantemente monitorata sia da ricercatori sul campo, sia da numerose reti strumentali terrestri e satellitari. In particolare, le immagini acquisite dai satelliti SkySat si rivelano particolarmente utili per seguire la progressiva espansione del campo lavico (Figura 1).

Figura 1 - Immagine RGB composita (Near Infrared, Verde, Blu) acquisita dal satellite SkySat l'11 febbraio 2025 alle 08:33 locali (07:33 GMT) (Image ©2018 Planet Labs, Inc. CC-by SA 4.0).
Figura 1 – Immagine RGB composita (Near Infrared, Verde, Blu) acquisita dal satellite SkySat l’11 febbraio 2025 alle 08:33 locali (07:33 GMT) (Image ©2018 Planet Labs, Inc. CC-by SA 4.0).

L’Osservatorio Etneo dell’INGV programma le acquisizioni dei satelliti SkySat per monitorare le eruzioni dei vulcani siciliani.

SkySat è una costellazione di 15 “nanosatelliti” (piccoli satelliti artificiali con massa compresa tra 1 e 10 kg) che orbitano a 450 km di altitudine, in grado di catturare immagini ad alta risoluzione fino a 10 volte al giorno su qualsiasi area del pianeta, con una capacità di raccolta di 4.000 km² al giorno. Le immagini ottenute raggiungono una risoluzione di circa 50 cm per pixel, offrendo dettagli estremamente precisi.

La fotografia esposta in Figura 1 rappresenta un’immagine RGB composita (Near Infrared, Verde, Blu) acquisita dal satellite SkySat l’11 febbraio 2025 alle 8:33 locali (07:33 GMT). Elaborando tale immagine si ricava che, dopo poco più di tre giorni dall’inizio dell’eruzione, la colata lavica aveva già percorso una distanza di oltre 2 chilometri e mezzo, ricoprendo un’area di duecentomila metri quadri.

I sensori montati a bordo di un altro tipo di satellite, il Meteosat, consentono elaborazioni diverse ed ancor più sofisticate (Figura 2).

Figura 2 – Stima dei tassi di effusione e dei volumi di lava eruttati dalla bocca effusiva apertasi alla base del cratere Bocca Nuova (Etna), elaborata attraverso il sistema di monitoraggio termico satellitare CL_HOTSAT.

In particolare, il sistema di monitoraggio termico satellitare CL_HOTSAT è capace di stimare come varia nel tempo il tasso di effusione e il volume della colata lavica. Questo sistema utilizza immagini acquisite dal sensore SEVIRI, installato a bordo del satellite geostazionario Meteosat di Seconda Generazione, che fornisce dati aggiornati fino a ogni 5 minuti. CL_HOTSAT rileva in maniera automatica la presenza di anomalie termiche e le caratterizza ricavando il potere radiante associato. Questo valore può essere convertito in una stima del tasso di effusione.

Nel caso della colata lavica analizzata, le misure preliminari effettuate nel periodo 8-12 febbraio suggeriscono che Il tasso di effusione della lava è stato in media compreso tra 2 e 3 metri cubi al secondo con ultimo dato di  3,2 m3/s stimato il 12 febbraio alle 17:00, mentre il volume cumulato ha raggiunto un valore di quasi un milione di metri cubi.

Sintesi aggiornate sull’attività dell’Etna sono costantemente pubblicate sul sito dell’INGV-OE (https://www.ct.ingv.it/).

 

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