di Gaetana Ganci
L’8 febbraio 2025 è iniziata una eruzione effusiva sull’Etna, che sta ancora proseguendo al momento di pubblicazione di questa fotonotizia.
La bocca eruttiva si trova a 3050 metri di quota, alla base del cratere Bocca Nuova. La progressiva espansione del campo lavico viene costantemente monitorata sia da ricercatori sul campo, sia da numerose reti strumentali terrestri e satellitari. In particolare, le immagini acquisite dai satelliti SkySat si rivelano particolarmente utili per seguire la progressiva espansione del campo lavico (Figura 1).

L’Osservatorio Etneo dell’INGV programma le acquisizioni dei satelliti SkySat per monitorare le eruzioni dei vulcani siciliani.
SkySat è una costellazione di 15 “nanosatelliti” (piccoli satelliti artificiali con massa compresa tra 1 e 10 kg) che orbitano a 450 km di altitudine, in grado di catturare immagini ad alta risoluzione fino a 10 volte al giorno su qualsiasi area del pianeta, con una capacità di raccolta di 4.000 km² al giorno. Le immagini ottenute raggiungono una risoluzione di circa 50 cm per pixel, offrendo dettagli estremamente precisi.
La fotografia esposta in Figura 1 rappresenta un’immagine RGB composita (Near Infrared, Verde, Blu) acquisita dal satellite SkySat l’11 febbraio 2025 alle 8:33 locali (07:33 GMT). Elaborando tale immagine si ricava che, dopo poco più di tre giorni dall’inizio dell’eruzione, la colata lavica aveva già percorso una distanza di oltre 2 chilometri e mezzo, ricoprendo un’area di duecentomila metri quadri.
I sensori montati a bordo di un altro tipo di satellite, il Meteosat, consentono elaborazioni diverse ed ancor più sofisticate (Figura 2).
In particolare, il sistema di monitoraggio termico satellitare CL_HOTSAT è capace di stimare come varia nel tempo il tasso di effusione e il volume della colata lavica. Questo sistema utilizza immagini acquisite dal sensore SEVIRI, installato a bordo del satellite geostazionario Meteosat di Seconda Generazione, che fornisce dati aggiornati fino a ogni 5 minuti. CL_HOTSAT rileva in maniera automatica la presenza di anomalie termiche e le caratterizza ricavando il potere radiante associato. Questo valore può essere convertito in una stima del tasso di effusione.
Nel caso della colata lavica analizzata, le misure preliminari effettuate nel periodo 8-12 febbraio suggeriscono che Il tasso di effusione della lava è stato in media compreso tra 2 e 3 metri cubi al secondo con ultimo dato di 3,2 m3/s stimato il 12 febbraio alle 17:00, mentre il volume cumulato ha raggiunto un valore di quasi un milione di metri cubi.
Sintesi aggiornate sull’attività dell’Etna sono costantemente pubblicate sul sito dell’INGV-OE (https://www.ct.ingv.it/).