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Etna, parossismo al Cratere di Sud-Est nel giorno di Santa Lucia 

Lava flows and lava fountain at the Southeast Crater of Etna, 13 December 2020.

di Boris Behncke

Fra le varie manifestazioni eruttive dell’Etna in Sicilia, una delle più caratteristiche è  l’attività episodica di fontane di lava, conosciuta anche come “parossismi”. Nella maggior parte dei casi, i parossismi etnei producono alte fontane di lava e colate laviche che si espandono rapidamente in area sommitale; spesso si formano colonne eruttive, alte fino ad oltre 10 km, che generano abbondanti ricadute di cenere e lapilli in aree circostanti.

Dagli anni Settanta, in area sommitale sono avvenuti centinaia di questi episodi, fra cui i 66 parossismi dell’anno 2000  ed i 50 parossismi del 2011-2013 al Cratere di Sud-Est. 

I più recenti episodi parossistici si sono verificati al cratere Voragine nel dicembre 2015 e nel maggio 2016; da allora, l’attività sommitale dell’Etna non ha più raggiunto l’intensità di un parossismo. Fino alla sera del 13 dicembre 2020.

Nell’estate del 2019 il protagonista fra i crateri sommitali dell’Etna è stato il Cratere di Sud-Est; da settembre 2019 e fino alla primavera del 2020 invece è stata la Voragine a fare spettacolo. Durante l’estate e l’autunno del 2020, l’attività eruttiva ai crateri sommitali dell’Etna si è concentrata maggiormente al Cratere di Sud-Est, dove era in corso una quasi continua, sebbene molto modesta, attività stromboliana. La sede di questa attività era una bocca al centro del complesso del Sud-Est, conosciuta come “bocca della sella” (Figura 1) per la sua posizione nel sito dove fino al 2015 era presente una marcata sella morfologica fra il vecchio e il nuovo cono del Cratere di Sud-Est. 

Figura 1 – Attività stromboliana alla “bocca della sella” del Cratere di Sud-Est, la sera del 25 luglio 2020.

Da settembre in poi, anche il Cratere di Nord-Est ha prodotto un’attività stromboliana intracraterica (Figura 2), e infine, a novembre, si è aggiunto il cratere Bocca Nuova, che era stato largamente riempito dalla lava proveniente dal vicino cratere Voragine durante l’inverno e la primavera.

Figura 2 – Attività stromboliana da diverse bocche intracrateriche sul fondo del Cratere di Nord-Est, 26 ottobre 2020.

Nei primi giorni di dicembre 2020 è rientrata in attività stromboliana anche la bocca più orientale del Cratere di Sud-Est, le cui più recenti manifestazioni risalgono all’inizio di dicembre 2019 (Figure 3 e 4).

Figura 3 – Attività stromboliana simultanea alla “bocca della sella” (a sinistra) e quella orientale (a destra) nel mattino del 2 dicembre 2020.
Figura 4 – Immagine del satellite Sentinel 2, che mostra l’attività eruttiva ai crateri di Nord-Est, Bocca Nuova e di Sud-Est (con due bocche attive)  il 30 novembre 2020.

Dal 6 dicembre si è osservata una netta diminuzione dell’attività al Cratere di Sud-Est, con conseguente abbassamento dell’ampiezza del tremore vulcanico. Nella serata del 13 dicembre invece, l’ampiezza del tremore è aumentata repentinamente, in concomitanza con una rapida intensificazione dell’attività stromboliana alla “bocca della sella”, che intorno alle ore 23:00 locali è passata a fontane di lava. Alle 23:15 è iniziata una serie di frane sul fianco meridionale del cono del Cratere di Sud-Est, che ha generato flussi piroclastici alle 23:15, 23:16 e 23:30 (ore locali) diretti verso sud-ovest. Mentre il primo ed il terzo di questi flussi sono stati  piccoli ed hanno percorso solo poche centinaia di metri dal punto d’origine, il secondo è stato più grande ed ha raggiunto circa 2 km di lunghezza sul terreno pianeggiante a monte del cono preistorico di Monte Frumento Supino (Figura 5). 

Figura 5 – Immagine ripresa dalla telecamera termica a Nicolosi, che mostra il secondo e più grande dei tre flussi piroclastici avvenuti nell’intervallo fra le ore 23:15 e 23:30 del 13 dicembre 2020.

Sul fianco meridionale e nella nicchia lasciata dal franamento del settore sud-occidentale del cono si sono riversate due colate di lava, una verso sud, che si è fermata in zona Torre del Filosofo, e l’altra verso sud-ovest, costeggiando il cono di Monte Barbagallo, formato durante l’eruzione del 2002-2003.

L’attività di fontana di lava durante questa prima fase è durata poche decine di minuti e si è conclusa poco prima di mezzanotte. Tuttavia, è continuata una debole attività stromboliana e la colata sud-occidentale era debolmente alimentata, mentre quella meridionale si era arrestata. Verso le 01:00 del 14 dicembre si è nuovamente intensificata l’attività stromboliana, culminando in una seconda fase di fontane di lava, durata appena 10 minuti (Figura 6).

Figura 6 – Fontane e colate di lava durante la seconda fase parossistica dell’episodio eruttivo nella notte fra il 13 e il 14 dicembre 2020, verso le ore 01:00 locali.

Un nuovo flusso lavico è sceso nella “trincea” lasciata dal franamento del versante sud-occidentale del cono, sovrapponendosi alla precedente colata orientata verso sud-ovest. Nuovamente, questa fase di fontane di lava è stata seguita da una debole attività stromboliana, che si è intensificata ancora una volta intorno alle 02:00, per dare una terza fase di fontane di lava. Rispetto alle due fasi precedenti, questa è stata notevolmente meno intensa, però è durata circa un’ora. Un nuovo flusso lavico si è riversato sulle tracce di quelli precedenti diretti verso sud-ovest.

Per tutto il resto della notte e durante la mattinata è continuata una modesta attività stromboliana, mentre l’attività effusiva è cessata, e all’alba si vedevano pochi punti incandescenti sul fronte della colata sud-occidentale (Figura 7). 

Figura 7 – All’alba del 14 dicembre 2020 continua una debole attività stromboliana al Cratere di Sud-Est (a destra) e si vedono zone ancora incandescenti lungo la colata di lava sul fianco del Cratere di Sud-Est (al centro) e al fronte della colata sud-occidentale (a sinistra).

Durante la giornata del 14 dicembre è aumentata l’emissione di cenere e si è attivata una bocca più ad est sul Cratere di Sud-Est, fra la “bocca della sella” e la bocca più orientale (Figura 8). Un sopralluogo effettuato da personale INGV-Osservatorio Etneo ha accertato che la morfologia del Cratere di Sud-Est aveva subito forti cambiamenti dovuti all’attività della notte precedente. La “bocca della sella” si è allargata, e nel suo orlo sud-occidentale è presente una profonda apertura, dalla quale si estende la nicchia delle frane del 13 dicembre nel fianco del cono fino alla sua base.

Figura 8 – Emissione di cenere dal Cratere di Sud-Est nel pomeriggio del 14 dicembre 2020.

Nella serata del 14 dicembre è proseguita una quasi continua attività stromboliana da questa bocca e da quella “della sella”, producendo forti boati udibili nell’area etnea.

Dopo un intervallo di attività diminuita, nel mattino del 15 dicembre l’attività stromboliana si è nuovamente intensificata, interessando tre bocche eruttive sul Cratere di Sud-Est, ed è ripresa l’emissione di lava dal lato sud-occidentale del cono (Figura 9).

Figura 9 – Immagine termica ripresa dalla telecamera di sorveglianza sulla Montagnola (a 2640 m di quota sul versante sud dell’Etna) alle ore 10:40 locali (09:49 UTC). Si vede attività stromboliana da tre bocche eruttive sul Cratere di Sud-Est e la parte iniziale di un nuovo trabocco lavico (indicato con la freccia rossa). BN = Bocca Nuova, VOR = Voragine.

La sala operativa dell’INGV-Osservatorio Etneo a Catania continua a seguire l’evoluzione dei fenomeni eruttivi ed eventuali variazioni saranno prontamente comunicate alle autorità di protezione civile.

Articolo redatto da Boris Behncke, utilizzando i dati ottenuti dalle reti di monitoraggio dell’INGV.

Sul canale YouTube INGVvulcani ci sono tre video dell’attività dell’Etna del 13-15 dicembre 2020:

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