Conoscere e vivere il Vesuvio, a ottanta anni dall’ultima eruzione

di Maddalena De Lucia, Sandro de Vita, Fabio Sansivero, Mauro A. Di Vito

Il 18 marzo di ottant’anni fa, in piena Seconda Guerra Mondiale, il Vesuvio faceva sentire la sua voce al di sopra del clamore del conflitto, cominciando la sua ultima eruzione. Dopo questo evento, infatti, il condotto eruttivo del vulcano rimaneva ostruito, dando inizio al periodo di riposo che perdura tuttora, durante il quale sono stati osservati solo modesti segni di attività, come una debole sismicità e alcune fumarole all’interno del cratere. Ma la memoria di quella eruzione rimane, e richiede azioni concrete affinché il prezioso patrimonio di conoscenza e di esperienza acquisito dalla comunità vesuviana non vada perduto (figura 1).

Figura 1 - Fotografia dell’eruzione del Vesuvio del 1944, scattata da Napoli il giorno 22 marzo 1944 (foto di pubblico dominio).
Figura 1 – Fotografia dell’eruzione del Vesuvio del 1944, scattata da Napoli il giorno 22 marzo 1944 (foto di pubblico dominio).

Per commemorare l’ottantesimo anniversario dell’eruzione, l’INGV Osservatorio Vesuviano e il Dipartimento della Protezione Civile, insieme all’Ente Parco Nazionale del Vesuvio (EPNV), alla Regione Campania ed all’Ufficio Scolastico Regionale, in collaborazione con il Comune di Ercolano (Na), hanno organizzato un evento speciale denominato “Conoscere e Vivere il Vesuvio – a 80 anni dall’ultima eruzione” (figura 2).

Figura 2 - Locandina della manifestazione "Conoscere e Vivere il Vesuvio - a 80 anni dall'ultima eruzione”.
Figura 2 – Locandina della manifestazione “Conoscere e Vivere il Vesuvio – a 80 anni dall’ultima eruzione”.

L’ evento, svoltosi presso la sede storica dell’Osservatorio Vesuviano, si è sviluppato nelle giornate del 17, 18 e 19 marzo 2024. Nella giornata del 17 la manifestazione è stata aperta a tutti i cittadini mentre nei giorni successivi è stata rivolta specificamente alle terze classi delle scuole secondarie di primo grado della zona rossa, così come individuata dal Piano Nazionale di Protezione Civile per il rischio vulcanico al Vesuvio.

L’occasione ha offerto un’opportunità unica di esplorare il territorio vesuviano, scoprendone la sua ricca geodiversità e biodiversità. Oltre alla visita presso il Museo dell’Osservatorio Vesuviano, infatti, brevi escursioni guidate sul vulcano hanno aiutato a comprendere meglio il territorio, i pericoli legati alla sua attività e ad aumentare la consapevolezza dei rischi ad essa collegati.

Il programma prevedeva una visita alla storica sede dell’Osservatorio Vesuviano (figura 3), struttura che oggi ospita un’interessante esposizione museale, con proiezioni di filmati, incontri con la Protezione Civile della Regione Campania (figura 4) e un’introduzione al Parco Nazionale del Vesuvio. A seguire, un’escursione guidata dai ricercatori INGV lungo il sentiero n. 9 del Parco Nazionale denominato “Fiume di lava“, che permette di raggiungere e osservare da vicino le colate laviche dell’eruzione vesuviana del 1944. Sul percorso erano presenti le guide del Parco e rappresentanti del Dipartimento di Protezione Civile. Tutta l’attività si è svolta in circa due ore per ciascun turno di visita.

Figura 3 - L’arrivo dei visitatori presso la sede storica dell’Osservatorio Vesuviano, nella giornata di domenica 17 marzo.
Figura 3 – L’arrivo dei visitatori presso la sede storica dell’Osservatorio Vesuviano, nella giornata di domenica 17 marzo.

All’evento hanno partecipato circa mille persone, di cui oltre 900 visitatori e circa 100 tra dipendenti INGV, EPNV e componenti delle squadre di volontari di Protezione Civile e della Croce Rossa, che hanno assistito e collaborato allo svolgersi delle attività. Tutti i partecipanti hanno espresso grande apprezzamento per l’iniziativa, auspicando il ripetersi di eventi simili, anche per soddisfare le tante richieste non accolte a causa del rapido esaurirsi dei posti disponibili.

Tra le autorità presenti, Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento di Protezione Civile, ha, tra le altre cose, manifestato la propria ammirazione e il proprio elogio per l’eccellente lavoro svolto dai dipendenti dell’INGV Osservatorio Vesuviano per l’organizzazione della manifestazione.

Di seguito i dettagli sui vari momenti della manifestazione.

Figura 4 - I responsabili della Protezione Civile della Regione Campania distribuiscono ai giovani visitatori materiale divulgativo sul Piano di Emergenza dell’area Vesuviana.
Figura 4 – I responsabili della Protezione Civile della Regione Campania distribuiscono ai giovani visitatori materiale divulgativo sul Piano di Emergenza dell’area Vesuviana.

Visita al Museo del Reale Osservatorio Vesuviano presso la sede storica dell’istituto

I visitatori sono stati accolti dal direttore dell’Osservatorio Vesuviano nella Gran Sala, oggi Salone Palmieri, dell’antico edificio ottocentesco (figura 5). Qui, dopo una breve introduzione sulla storia dell’Osservatorio e sull’attività di ricerca e monitoraggio dell’INGV, gli ospiti hanno potuto visionare un filmato sull’eruzione vesuviana del 1944. Il video illustra brevemente la storia dell’ultima eruzione del Vesuvio, utilizzando immagini d’epoca tratte dal filmato originale, donato dalle Forze Alleate all’allora direttore dell’Osservatorio Vesuviano, il prof. Giuseppe Imbo‘.

Figura 5 - Il direttore dell’INGV - Osservatorio Vesuviano illustra ai visitatori le attività di monitoraggio vulcanico nella Gran Sala (oggi Salone Palmieri) della sede storica dell’istituto.
Figura 5 – Il direttore dell’INGV – Osservatorio Vesuviano illustra ai visitatori le attività di monitoraggio vulcanico nella Gran Sala (oggi Salone Palmieri) della sede storica dell’istituto.

Al termine della proiezione i visitatori hanno raggiunto la terrazza della sede storica per vedere dall’alto la colata lavica dell’eruzione del 1944 e osservare la struttura del complesso vulcanico Somma-Vesuvio, apprendendone le modalità di formazione, lo schema di funzionamento e l’evoluzione nel tempo (figura 6).

Figura 6 - I visitatori della sede storica dell’Osservatorio Vesuviano sulla terrazza orientale dell’edificio da cui si possono osservare il Monte Somma, il Gran Cono vesuviano e, in primo piano, il Colle Umberto.
Figura 6 – I visitatori della sede storica dell’Osservatorio Vesuviano sulla terrazza orientale dell’edificio da cui si possono osservare il Monte Somma, il Gran Cono vesuviano e, in primo piano, il Colle Umberto.

La visita è proseguita nelle sale del museo, dove le guide hanno mostrato al pubblico alcuni dei pezzi più pregiati delle collezioni storiche dell’Osservatorio Vesuviano, come la prima carta geologica del Vesuvio di Johnston-Lavis e i plastici in zinco a ramatura galvanica dell’Etna e del Vesuvio, esposti nell’antica Direzione, allestita con arredamenti e suppellettili d’epoca; il sismografo elettromagnetico di Palmieri; le medaglie di lava; gli antichi strumenti scientifici e la collezione di minerali vesuviani (figure 7 e 8).

Figura 7 - La Sala Ottagonale del Museo del Real Osservatorio Vesuviano.
Figura 7 – La Sala Ottagonale del Museo del Real Osservatorio Vesuviano.
Figura 8 - Antichi strumenti scientifici esposti nel Museo del Real Osservatorio Vesuviano.
Figura 8 – Antichi strumenti scientifici esposti nel Museo del Real Osservatorio Vesuviano.

Un’interessante esperienza presso la postazione di un sismografo moderno, alloggiato nell’atrio del piano nobile, ha permesso ai visitatori di comprenderne il funzionamento, generando essi stessi un segnale sismico prodotto dal proprio movimento e poi visualizzato sul monitor.

Al termine della visita i responsabili della Protezione Civile della Regione Campania hanno illustrato ai visitatori il Piano dei Gemellaggi tra i comuni della zona rossa vesuviana e le venti regioni italiane, per ospitare la popolazione eventualmente evacuata in caso di ripresa dell’attività eruttiva al Vesuvio (figura 9).

Figura 9 - I responsabili della Protezione Civile della Regione Campania illustrano ai visitatori il Piano dei Gemellaggi tra i comuni della zona rossa vesuviana e le venti regioni italiane.
Figura 9 – I responsabili della Protezione Civile della Regione Campania illustrano ai visitatori il Piano dei Gemellaggi tra i comuni della zona rossa vesuviana e le venti regioni italiane.

Escursione sul “Fiume di lava”, sentiero n. 9 del Parco Nazionale del Vesuvio

Al termine della visita al museo, gli ospiti sono stati accompagnati dai volontari della Protezione Civile della Regione Campania all’ingresso del sentiero n. 9 del Parco Nazionale dove li attendevano i vulcanologi dell’Osservatorio Vesuviano, le Guide naturalistiche del Parco e i funzionari del Dipartimento della Protezione Civile.

L’escursione lungo il sentiero, noto come “Fiume di lava” e di recente reso più agevole grazie a efficaci interventi di ingegneria naturalistica degli addetti del Parco, ha permesso ai visitatori di avvicinarsi al territorio vesuviano, apprezzandone la sua geodiversità e biodiversità.

Grazie alle spiegazioni dei ricercatori INGV (figura 10), i visitatori sono potuti entrare in diretto contatto con le rocce, in particolare le lave, prodotte dell’ultima eruzione del Vesuvio, conoscere le diverse fenomenologie vulcaniche potenzialmente pericolose e osservarne l’impatto sul territorio.

Figura 10 - I ricercatori dell’INGV illustrano gli aspetti vulcanologici dell’escursione, dal belvedere sul Fosso della Vetrana. Sullo sfondo l’area urbanizzata della città metropolitana di Napoli.
Figura 10 – I ricercatori dell’INGV illustrano gli aspetti vulcanologici dell’escursione, dal belvedere sul Fosso della Vetrana. Sullo sfondo l’area urbanizzata della città metropolitana di Napoli.

Le guide naturalistiche, illustrando il ruolo dell’Ente Parco nella salvaguardia dell’ambiente, hanno poi mostrato sul campo le modalità secondo cui la natura riconquista il proprio territorio anche dopo eventi traumatici come le eruzioni vulcaniche e come, col tempo, le piante pioniere riescono a colonizzare le lave, preparando le condizioni per lo sviluppo del suolo e l’attecchimento della vegetazione più evoluta.

Al termine del percorso, con la sosta sulle lave del ‘44 nei pressi del Fosso della Vetrana, gli esperti del Dipartimento di Protezione Civile, prendendo spunto dalla vista sull’area intensamente antropizzata che si estende ai piedi del vulcano e che ben si apprezza da questo punto panoramico, hanno spiegato i dettagli della Pianificazione di emergenza in caso di ripresa dell’attività eruttiva al Vesuvio (figura 11).

Figura 11 - Gli esperti del Dipartimento di Protezione Civile spiegano i dettagli della Pianificazione dell’emergenza in caso di ripresa dell’attività eruttiva al Vesuvio.
Figura 11 – Gli esperti del Dipartimento di Protezione Civile spiegano i dettagli della Pianificazione dell’emergenza in caso di ripresa dell’attività eruttiva al Vesuvio.

La conoscenza del vulcano (figura 12), della pericolosità dei fenomeni associati alla sua attività e la consapevolezza del rischio ad essi connesso, come precisato dagli esperti, è alla base della riuscita del Piano. Richiede la partecipazione di tutti, dei cittadini, delle autorità di governo e della comunità scientifica, affinché si possa in definitiva arrivare ad una sempre più efficace azione di mitigazione del rischio.

Figura 12 - I giovani visitatori apprendono la natura del vulcano, camminando sulle lave del 1944.
Figura 12 – I giovani visitatori apprendono la natura del vulcano, camminando sulle lave del 1944.

Per l’INGV Osservatorio Vesuviano hanno collaborato alla manifestazione:

Il direttore Mauro Antonio Di Vito, Giuliana Alessio, Domenico Andolfo, Teresa Caputo, Maddalena De Lucia, Sandro de Vita, Antonietta Esposito, Alessandro Fedele, Anna Maiello, Girolamo Milano, Angela Mormone, Rosario Riccio, Massimo Russo, Fabio Sansivero, Vincenzo Torello, Anna Tramelli, Rosella Nave, Pierfrancesco Calabria, Raffaella Iovine, Germano Solomita, Domenico Sparice, Laura Maschio, Claudia Matarazzo, Adriana Nave.

 

Scopri di più da INGVvulcani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere