L’Italia riavvia le macchine, e si “sente”!

di Alessandro Bonforte, Salvatore Caffo, Rosario Catania, Luca Catania, Flavio Falcinelli, Alessandro Longo, Roberto Maugeri, Renato Romero, Nunzio Sambataro, Federico Scremin, Salvo Spina

Il “silenzio elettromagnetico” che ha caratterizzato i giorni del lock-down italiano è stato chiaramente registrato dai sensori dell’Etna Radio Observatory (ERO) ubicati a Nicolosi, sul basso versante meridionale dell’Etna. La drastica diminuzione del rumore elettromagnetico è stata causata dalla riduzione delle attività industriali, dal fermo degli apparati e dei motori elettrici, grandi e piccoli, che generano campi elettromagnetici che si propagano per chilometri. In un precedente articolo è stato riportato tale fenomeno, focalizzando l’attenzione sulla eccezionale “pulizia” dei segnali registrati durante la quarantena.

Adesso che l’Italia riparte, cosa sta succedendo al rumore elettromagnetico? Nella figura, sono nuovamente a confronto il segnale (sempre sotto forma di spettrogramma come nell’articolo citato) registrato durante il lock-down con uno più recente, di giorno 23 maggio 2020, dopo la riapertura delle attività.

Spettrogramma a strisce orarie, relativo all’attività magnetica a bassissima frequenza nell’arco temporale che va dalle 19:00 alle 24:00 UTC, di tre sabato pomeriggio. Il primo spettrogramma in alto è relativa al 21 febbraio, quello centrale al 21 marzo (durante il lock-down) e quello in basso al 23 maggio 2020. Le risonanze di Schumann sono visibili al centro come delle bande orizzontali, che corrispondono alla frequenza di base e i suoi multipli armonici. Prima e dopo, tali segnali sono per la maggior parte oscurati dal dominante rumore antropico.

Durante il confinamento, il fondo naturale costituito dalle risonanze di Schumann era chiaramente visibile, con quasi totale assenza di disturbi (le bande di rumore orizzontali nello spettrogramma al centro). Le risonanze di Schumann sono risonanze elettromagnetiche globali e rappresentano il fondo di rumore naturale della parte dello spettro elettromagnetico compreso tra 5 e 60 Hz. Si formano nella cavità tra la superficie terrestre e la ionosfera, che quindi agisce come una cassa armonica, e sono generate ed eccitate dalle centinaia di scariche di fulmini che ogni secondo avvengono su tutto il pianeta. La ripresa delle normali attività ha implicato la ricomparsa di rumori periodici che si ripropongono a cadenza quasi oraria (le bande giallo-verdi), accompagnati da un rumore di fondo disturbato che maschera per la maggior parte del tempo la ricezione del fondo naturale.

Questo dimostra che la quasi totalità del rumore elettromagnetico registrato dalle stazioni di ERO è generato dalle attività industriali ed artigianali. Durante il lock-down, infatti, non si è fermato l’utilizzo di tutte le apparecchiature ed utenze elettriche; in ogni casa, ad esempio, l’utilizzo di elettrodomestici non è stato ridotto. Quello che è cambiato, durante il periodo di quarantena, è stato l’utilizzo delle macchine industriali. La variazione del rumore registrata dimostra che non tutte le utenze generano necessariamente disturbi significativi bensì, l’attivazione di queste apparecchiature che, avendo potenze nettamente superiori e concentrando un carico maggiore sulle linee di distribuzione, sono in grado di generare campi elettromagnetici tali da propagarsi per lunghe distanze ed essere registrate dai sensori.