Settimo parossismo. L’Etna saluta il mese di febbraio

Il mese di febbraio si conclude in bellezza.

Anche oggi l’Etna ci ha regalato un altro spettacolare evento eruttivo al Cratere di Sud-Est, il settimo parossismo nel giro di pochi giorni. Nelle prime ore della mattina del 28 febbraio, infatti, una nuova attività di fontana di lava con emissione di cenere è stata registrata dalla sala operativa dell’INGV di Catania.

Le immagini riprese dalle telecamere termiche a Monte Cagliato (versante orientale dell’Etna) e sulla Montagnola (alto versante meridionale) mostrano la rapidità con cui si sono sviluppati i fenomeni, dalle prime piccole esplosioni a sostenute fontane di lava, con la creazione di una colonna eruttiva.

La prima esplosione, che ha marcato l’inizio di questo nuovo episodio eruttivo, è avvenuta alle ore (locali) 07:55 (Figura 1).

settimo parossismo Etna
Figura 1 – Inizio attività al cratere di sud-est, ore 07:55. Sbuffo di cenere dalla “bocca della sella” del Cratere di Sud-Est. Foto di Boris Behncke, INGV.

L’evento è stato accompagnatoa da un repentino incremento del tremore vulcanico.  La cenere si è dispersa per poi ricadere in direzione est-sud-est, verso le zone di Zafferana Etnea e di Giarre (Figura 2).

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Figura 2 – Colonna eruttiva alle ore 08:15, vista da Tremestieri Etneo (versante meridionale etneo). Dispersione della nube di cenere e gas in direzione est-sud-est. Foto di Boris Behncke, INGV.

L’attività stromboliana, caratterizzata da un getto continuo, si è concentrata principalmente in due bocche ed ha raggiunto un’altezza iniziale di circa 300 m. Il tremore vulcanico, che inizialmente si era mantenuto nel livello medio, nella mezz’ora successiva all’inizio dell’evento di fontana di lava, ha raggiunto valori elevati.

Successivamente, alle 10:20 ora locale, è stato osservato un repentino decremento del tremore fino a valori medio-bassi. La sorgente del tremore permane nell’area del Cratere di SE ad una profondità di circa 2600 m sopra il livello del mare.

Questo parossismo è stato caratterizzato da una notevole intensità (Figura 3) e breve durata: l’attività di alte fontane di lava è durata circa mezz’ora. Infatti, alle 10:33 ora locale, il fontanamento al CSE è cessato quasi improvvisamente, mentre rimaneva attiva la colata lavica verso la Valle del Bove.

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Figura 3 –  Colonna eruttiva alta diversi chilometri vista da Mascalucia (versante meridionale etneo) alle ore 08:30. Foto di Boris Behncke, INGV.

Anche in questa occasione, squadre dell’INGV di Catania e di Roma si sono recate sul posto per osservare ed effettuare misure in tempo reale sulla fontana di lava e monitorare l’evento eruttivo (Figure 4 e 5).

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Figura 4 –  Osservando il vulcano. Staff dell’INGV sul campo per il monitoraggio vulcanico. Foto di Piergiorgio Scarlato, INGV.
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Figura  5 – Ricercatore dell’INGV mentre effettua misure in tempo reale dell’evento eruttivo in atto tramite telecamere termiche ad alta velocità. Foto di Piergiorgio Scarlato, INGV.

Come per gli eventi passati, le osservazioni delle fontane di lava hanno previsto l’utilizzo di telecamere termiche ad alta velocità (Figura 6) e misure della composizione chimica dei gas emessi tramite la tecnica di telerilevamento a infrarosso (FTIR- Fourier Transform InfraRed).

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Figura 6 – Ricercatore dell’INGV mentre effettua misure in tempo reale dell’evento eruttivo in atto tramite telecamere termiche ad alta velocità. Foto di Piergiorgio Scarlato, INGV.

Ovviamente, questo tipo di fenomeni vulcanici può evolvere molto rapidamente.