Etna: la calda estate del 2026

Immagine di titolo – L’Etna in eruzione vista da San Leornardello (basso versante orientale del vulcano) al tramonto dell’11 agosto 2026

di Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo

Cosa sta succedendo all’Etna? Questo articolo descrive brevemente le ultime fasi di attività del grande vulcano siciliano.

Dopo l’attività che ha interessato nel dicembre 2025 il Cratere di Nord-Est e in maniera minore il cratere Voragine, dove si è aperto un nuovo “pit crater”, un cratere a pozzo, il 27 dicembre, e la colata di lava di gennaio 2026 in Valle del Bove, l’Etna si prende una pausa.

Negli ultimi due anni le attività del vulcano sono state diverse: dai grandi parossismi verificatisi alla Voragine del luglio-agosto 2024 alle attività effusive di febbraio e agosto 2025 a valle del cratere Bocca Nuova e del Cratere di Sud-Est, a cui si aggiunge una quindicina di episodi eruttivi al medesimo cratere tra marzo e giugno 2025. Spicca in questo periodo l’episodio parossistico del 2 giugno 2025, durante il quale una parte del fianco nord-orientale del Cratere di Sud-Est è franata, generando un flusso piroclastico davanti agli occhi e alle foto e videocamere di migliaia di persone.

Venendo all’attività del’estate del 2026, riportiamo di seguito una cronologia sintetica di ciò che è avvenuto da quando si sono osservati i primi segni di risveglio del cratere Voragine. Tutti gli orari sono espressi in ora locale.

Giugno 2026

10 giugno

Si osservano piccole emissioni di cenere dal “pit crater” del 27 dicembre 2025 (Figura 1); dal 12 giugno le emissioni sono accompagnate da raro materiale incandescente.

Figura 1 – Le prime emissioni di cenere dalla Voragine nel mattino del 10 giugno 2026, da Nicolosi (versante sud dell’Etna). Foto di Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

16 giugno

Si intensifica l’attività stromboliana al “pit crater” e continua per due giorni.

21 giugno

Sviluppo di un sistema di fratture sul versante orientale del cono della Voragine, accompagnato da un collasso al “pit crater”.

23 giugno

In serata riprende l’attività stromboliana al “pit crater”; il sistema di fratture si estende verso est-nordest.

26 giugno

Dalla parte terminale del sistema di fratture, a circa 3030 m di quota, inizia verso le ore 12:00, l’emissione di una colata di lava diretta verso est (Figura 2). Nei giorni successivi il campo lavico si espande con diversi flussi, parzialmente in sovrapposizione, raggiungendo una lunghezza di 1.2 km e un volume di 260,000 metri cubi (0.26 x 106 m3).

Figura 2 – Immagine fatta da drone della colata lavica iniziata poco prima, verso mezzogiorno del 26 giugno 2026 sul fianco orientale del Cratere di Nord-Est. Foto di Massimo Cantarero, INGV-Osservatorio Etneo.

Contemporaneamente continua l’attività stromboliana al “pit crater”, raggiungendo la massima intensità nella notte del 2-3 luglio, mentre si forma un’altra piccola colata di lava da una bocca posta a 3200 m tra il “pit crater” e il Cratere di Nord-Est. Dal 3 luglio l’attività effusiva diminuisce e si arresta nella serata del giorno 4.

Primo episodio eruttivo alla Voragine, 5-7 luglio 2026

5 luglio

Dopo un episodio di forte emissione di cenere dal “pit crater” registrato intorno alle ore 07:30, della durata di circa 30 minuti, poco dopo le ore 08:30 si apre una fessura eruttiva dalla cima della Voragine verso l’orlo meridionale del Cratere di Nord-Est, producendo fontane di lava ed abbondante emissione di cenere da diverse bocche eruttive (Figura 3). Dalla parte settentrionale della fessura una colata di lava si riversa nel Cratere di Nord-Est, scomparendo dentro il suo condotto aperto. L’attività esplosiva diminuisce nel mattino del 7 luglio e si conclude nella serata dello stesso giorno.

Figura 3 – Attività esplosiva da diverse bocche lungo una nuova fessura eruttiva sulla Voragine vista da Pizzi Deneri, 5 luglio 2026. Foto di Stefano Branca, INGV-Osservatorio Etneo.

19 luglio

Inizio di sporadiche emissioni di cenere dal pozzo BN1 del cratere Bocca Nuova

Secondo episodio eruttivo alla Voragine, 30 luglio – 2 agosto 2026

30 luglio

Poco dopo le ore 03:30 comincia una nuova attività stromboliana dalla fessura che si era aperta il 5 luglio sulla Voragine. L’attività si intensifica progressivamente; poco dopo le ore 09:00 aumenta il contenuto di cenere nella colonna eruttiva, che si alza fino a 7 km sopra il livello del mare (Figura 4). Dalla parte settentrionale della fessura, una colata di lava si riversa nuovamente dentro il Cratere di Nord-Est.

Figura 4 – Attività esplosiva della Voragine nel mattino del 30 luglio 2026 vista da est. Foto di Marco Neri, INGV-Osservatorio Etneo.

Dopo alcune ore di attività modesta, nella serata l’attività esplosiva alla Voragine si intensifica nuovamente, generando una colonna eruttiva alta 7 km sopra il livello del mare.

Alle 20:49 del 30 luglio a 2700 m di quota, sull’alto versante della Valle del Leone, si apre una fessura eruttiva dalla quale una colata di lava si riversa  verso est (Figura 5), raggiungendo nel mattino successivo l’area di Monte Simone (cono dell’eruzione 1811-1812), a quota 1950. La colata si arresta nella notte tra il 31 luglio e l’1 agosto, avendo raggiunto una lunghezza di 2.9 km e un volume di 500,000 metri cubi (0.5 x 106 m3).

L’attività esplosiva ed effusiva della Voragine si arresta nelle prime ore del 31 luglio.

Figura 5 – La colata lavica emessa da una bocca posta a quota 2700 m sul versante orientale etneo. In discesa, la colata sta costeggiando la base della parete settentrionale della Valle del Bove per raggiungere il cono di Monte Simone, dove si biforca in due bracci, visibili come due punti luminosi in basso a destra. Immagine registrata dalla telecamera di sorveglianza visiva su Monte Cagliato, EMCH, alle ore 05:34 locali del 31 luglio 2026.

Leggi questo articolo per più dettagli sull’attività del 30 luglio – 2 agosto 2026

Terzo episodio eruttivo alla Voragine: fessure in Valle del Bove, 6-15 agosto 2026

6 agosto

Dopo una serie di sporadiche emissioni di cenere iniziata nella serata del 5 luglio, un nuovo episodio eruttivo comincia alla Voragine il mattino del giorno 6, con un’attività di tipo stromboliano accompagnata da un flusso di lava verso il Cratere di Nord-Est. L’attività esplosiva aumenta in serata, passando a fontane di lava. Durante la notte successiva e nel mattino del 7 agosto si aprono tre nuove bocche effusive, la prima poco dopo mezzanotte nella sella tra Voragine e Cratere di Nord-Est, la seconda a 3200 m di quota sul fianco orientale della Voragine, e la terza a 2750 m sulla parete della Valle del Leone (Figura 6). Da quest’ultima, un flusso lavico scende rapidamente verso la Valle del Leone, raggiungendo Monte Simone in poche ore, e proseguendo sul fondo pianeggiante della Valle.

Figura 6 – Attività esplosiva alla Voragine e colate laviche dalle fessure a quota 3200 m (già in raffreddamento) e 2750 m. Immagine registrata dalla telecamera di sorveglianza termica su Monte Cagliato, EMCT, alle ore 09:18 locali del 7 agosto 2026.

L’attività esplosiva al cratere Voragine continua per tutto il giorno 7 agosto e continuerà, con fluttuazioni, fino alla mattina del giorno 15, generando abbondanti quantità di cenere e un costante flusso di lava verso il Cratere di Nord-Est. La nube di cenere viene spinta dal vento nel settore meridionale del vulcano, causando notevoli problemi per l’operatività dell’aeroporto di Catania e disagi per numerosi visitatori, i cui voli vengono spostati su altri aeroporti o cancellati.

Il quadro dell’attività effusiva in Valle del Leone e Valle del Bove continua ad evolversi: verso le 11:30 dell’8 agosto, una nuova bocca eruttiva si apre nei pressi di Monte Rittmann (cono del 1986-1987), a quota 2360 m. L’apertura della bocca su un pendio ripido e instabile innesca il franamento di una porzione del cono del Monte Rittman; il materiale franato si mescola con la nuova lava in uscita e forma una serie di piccoli flussi piroclastici, che sono osservati in diretta da personale dell’INGV-Osservatorio Etneo sul terreno (Figura 7) e da drone. L’attività effusiva a questa nuova bocca e quella a quota 2700 alimentano colate che si riversano nell’alta Valle del Bove.

Figura 7 – Flusso piroclastico generato durante l’apertura di una nuova bocca effusiva a quota 2300 m nei pressi di Monte Rittmann, 8 agosto 2026. Foto di Marco Firetto Carlino, INGV-Osservatorio Etneo.

Nei giorni 10 (ore 23:30) e 11 agosto (ore 11:30) si aprono altre due bocche effusive a 1900 m e 2090 m di quota, portando a un notevole sviluppo del complesso campo lavico verso valle. Il 13 agosto, i fronti lavici più avanzati si muovono a quota 1340 m circa, circondando il costone roccioso di Rocca Capra e bruciando e seppellendo arbusti di ginestra e pini (Figura 8).

Figura 8 – Fronte lavico alla base di Rocca Capra, 13 agosto 2026. Foto di Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Il 12 agosto si arresta l’attività effusiva alla bocca di 2360 m, nella serata del 13 si ferma anche quella della bocca di 2700 m, e si riduce notevolmente alle restanti bocche effusive, con conseguente regresso della parte attiva del campo lavico verso monte.

Dopo il contemporaneo arresto dell’attività esplosiva della Voragine, nel mattino del 15 agosto si osservano diverse emissioni di cenere dal Cratere di Nord-Est. In questa fase avviene una serie di terremoti, estremanente superficiali, nella zona di Piano Pernicana , lungo la faglia Pernicana. Il primo evento ha una magnitudo locale (ML) di 3.9 e seguono 10 altre scosse più piccole. La faglia Pernicana è la più attiva tra le faglie che tagliano i fianchi dell’Etna e rappresenta il limite settentrionale del settore del vulcano che è interessato da spostamenti verso il mar Ionio.

Quarto episodio eruttivo alla Voragine; fessure in Valle del Bove, 16-20 (?) agosto 2026

16 agosto

Nel pomeriggio, un rapido incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico registrato dalla rete di monitoraggio sismico INGV-OE indica l’inizio di una ripresa dell’attività esplosiva alla Voragine e la formazione di una nube di cenere diretta verso sud-est (Figura 9), nonché l’ormai consueto flusso di lava verso il Cratere di Nord-Est. Contemporaneamente, aumenta anche nuovamente l’emissione di lava dalla bocca di 1900 m, e nella notte un largo fronte lavico avanza verso la parte bassa della Valle del Bove, che tre giorni dopo, il 19 agosto, raggiunge quota 1315 m ad ovest del flusso lavico del 13 agosto.

Figura 9 – Nube di cenere con velo di materiale piroclastico in ricaduta vista da Zafferana Etnea il mattino del 17 agosto. Foto di Daniele Andronico, INGV-Osservatorio Etneo.

Nel mattino del 17 agosto si riattiva la bocca di 2360 m a Monte Rittmann, innescando nuovamente una serie di frane o piccoli flussi piroclastici e una modesta colata di lava, che si arresta dopo poche ore. Nello stesso mattino si osserva anche l’apertura di un cratere di sprofondamento (pit crater) a quota 3000 m sul fianco nord-orientale del Cratere di Nord-Est.

L’attività esplosiva della Voragine continua fino alla notte del 17-18 agosto (Figura 9). Tuttavia, dopo la cessazione di questa attività, nelle prime ore del 18, si apre una nuova bocca effusiva sul fianco nord-orientale del Cratere di Nord-Est a quota 3100 m, dalla quale esce un piccolo flusso lavico, che si esaurisce dopo poche ore. Il giorno 21 agosto l’attività effusiva dalla bocca a 1900 m cessa e i fronti lavici si arrestano.

Nel momento di pubblicazione di questo articolo, in data 22 agosto, non è avvenuta ulteriore attività eruttiva a parte intermittenti e modeste emissioni di cenere dai crateri Bocca Nuova e Nord-Est. 

In conclusione, il recente periodo eruttivo è stato caratterizzato da una notevole complessità nelle fenomenologie esplosive e soprattutto effusive, con apertura di almeno 9 bocche nell’alto settore orientale del vulcano che hanno emesso colate di lava. 

Sulla base di dati di campagna e di satellite, l’INGV ha stimato che tra il 7 e il 17 agosto sia stato emesso un volume di lava che si aggira tra i 5.6 e i 7.6 milioni di metri cubi; oltre questo si dovrebbe considerare un volume aggiuntivo, non calcolabile, costituito da quella lava che si è riversata dalla Voragine nel Cratere di Nord-Est.


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