Stromboli ed Etna: duello al Sole

di Gianfilippo De Astis

Collage di immagini relative all’attività eruttiva di Etna (in alto a sinistra) e Stromboli nelle giornate del 3 e 4 luglio 2024.
Collage di immagini relative all’attività eruttiva di Etna (in alto a sinistra) e Stromboli nelle giornate del 3 e 4 luglio 2024.

Anche oggi, alla luce della contemporanea attività dei due vulcani siciliani degli inizi di luglio, un giornalista al telefono ha fatto la fatidica domanda: “ma sono collegati?”.

No, Stromboli ed Etna non sono direttamente collegati. Il primo è considerato un vulcano alimentato da fusi magmatici legati alla subduzione. L’Etna è invece considerato un vulcano intraplacca. Dunque, seppur geograficamente abbastanza vicini, sono due vulcani che appartengono a due contesti geodinamici diversi e che solo nei più avanzati modelli geofisici e petrologici risultano condividere alcune deboli affinità chimiche per quel che riguarda i magmi “primitivi” che, talvolta, emettono. Si tratta di affinità riconducibili a quelle porzioni di mantello terrestre le quali, fondendo, danno origine a fusi magmatici che debbono poi risalire da grandi profondità e finire con l’alimentare i due sistemi vulcanici. In altri termini, sono le loro diverse sorgenti nel mantello terrestre che hanno alcune affinità. Per il resto sono vulcani con un loro sistema di alimentazione autonomo già a partire da 10-20 di km di profondità.

Il carattere importante che invece condividono è quello di essere entrambi vulcani a condotto aperto, con attività pressoché continue se riportate alla lunga (lunghissima!) scala del tempo geologico. Il fatto che li ricordiamo attivi nello stesso periodo di tempo come ad es. gli ultimi 40-50 anni (al massimo un paio di generazioni umane) ci trae quindi in inganno, facendoci pensare ad un inesistente collegamento sotterraneo, senza considerare che questi vulcani sono attivi (insieme) da almeno tre millenni ed è ben noto che a molte eruzioni dell’uno NON corrispondono eruzioni dell’altro. 

Duello al Sole (*)

Focalizzandoci sugli studi dei magmi stromboliani, scopriamo che l’attuale sistema di alimentazione di Stromboli inizia a circa 12 km di profondità per poi svilupparsi con vari serbatoi fino in superficie. I magmi dell’Etna risalgono invece da circa 30 km con fasi di stazionamento e processi che avvengono in camere magmatiche poste a profondità inferiori. Sulla base di dati sia geofisici che geochimici, è pertanto possibile dire che i magmi che arrivano fino alla superficie, per ciascuno dei due vulcani, risalgono attraverso sistemi di alimentazione indipendenti. A dimostrazione di ciò, essi mostrano caratteristiche nella loro composizione chimica molto diverse gli uni dagli altri.

Quel che possiamo immaginare, talvolta e con diletto, è che Etna e Stromboli amino duellare a distanza come nei più fiammeggianti film western di John Ford, King Vidor e Sam Peckinpah: improvvisamente, un bel giorno d’estate diventano il nostro “WILD BUNCH”, il Mucchio Selvaggio che accende le fantasie nostre e di molti curiosi e reporters sparsi nel mondo. Le loro “Ombre Rosse” si stagliano sul Mar Tirreno o, in contemporanea, sui fuoristrada dei ricercatori INGV che di notte risalgono “a muntagna”, sotto una pioggia fitta di lapilli

E’ la nostra indole di umani fantasiosi che ci porta a dire: “… allora questi due sparano insieme!” E così è successo ancora, nella luce accecante e l’aria rovente di questi primi giorni di luglio. E per comprenderlo meglio, possiamo andare un po’ a ritroso nel tempo.

Nei mesi scorsi…

L’Etna, a partire dalla sua ultima attività eruttiva che risaliva alla sera del 1 dicembre 2023, ha sonnecchiato per molti mesi. Poi, verso la metà di giugno, ha deciso di tornare in scena con una graduale ma sempre più intensa e spettacolare attività eruttiva del cratere chiamato Voragine, uno dei suoi quattro crateri sommitali. Si è così formato un cono di scorie progressivamente più imponente, nuova canna fumante del grande vulcano siculo, costruito dall’attività stromboliana.

Stromboli, dal suo canto nei primi sei mesi del 2024, faceva sempre il suo lavoro… con le sue fasi di attività eruttiva ordinaria, alternate a brevi periodi più vivaci e pimpanti. Un’esplosione maggiore a Febbraio e, ogni tanto, qualche trabocco di lava dal cratere NE, come ad es. a fine maggio e a giugno. E, sempre a cavallo tra maggio e giugno, in tre sole settimane, ecco che sul bordo del cono di scorie del cratere di NE, un hornito di circa 50 m di altezza svettava a strapiombo sulla Sciara del Fuoco (Figura 1). 

Figura 1 - Sulla destra si osserva un hornito, piccolo conetto subverticale formato dall’accumulo di scorie semifuse, sul bordo del cono di scorie più grande, cresciuto nel cratere di nordest della terrazza craterica di Stromboli (fotografia di Gianfilippo De Astis, fine maggio 2024). 
Figura 1 – Sulla destra si osserva un hornito, piccolo conetto subverticale formato dall’accumulo di scorie semifuse, sul bordo del cono di scorie più grande, cresciuto nel cratere di nordest della terrazza craterica di Stromboli (fotografia di Gianfilippo De Astis, fine maggio 2024).

Una forma, quella dell’hornito, che anche i vulcanologi di più lungo corso ricordano aver visto una sola volta a Stromboli, a metà del primo decennio del nuovo millennio, all’interno del cratere di SO. Qualcosa di più insidioso e indicativo di un’energia in crescita è accaduto verso il 19 giugno, quando gli strumenti hanno cominciato a registrare un significativo aumento del tremore vulcanico, poi il 21 giugno, due terremoti superficiali di ML=1.5 ed ML=1.0 (cioè molto piccoli, ma del tutto inusuali per il vulcano; profondità 2 km sotto l.m., Figura 2) e, in generale, un’ampia deformazione della porzione più alta della Sciara del Fuoco, associata ad uno “spattering” e piccoli trabocchi lavici sempre più attivi e frequenti.

Figura 2 - Mappa epicentrale dei terremoti con ML maggiore o uguale a 1.0 localizzati il giorno 21/06/2024 a Stromboli
Figura 2 – Mappa epicentrale dei terremoti con ML maggiore o uguale a 1.0 localizzati il giorno 21/06/2024 a Stromboli

Il passaggio al livello di allerta arancione

E così, il 24 giugno, il Dipartimento della Protezione Civile decideva per Stromboli il passaggio di allerta dal livello giallo a quello arancione. Ma da quel giorno il sistema vulcanico che gli strombolani e molti siculi chiamano “Iddu” non si è dato proprio pace: forse nel tentativo di dar risalto tanto all’annuale Festa di Teatro Eco-logico (iniziata il 29 giugno) quanto all’apertura del nuovo Info Point INGV (1 luglio), o forse per festeggiare i 5 anni dall’ultimo parossismo (3 luglio 2019), ha lasciato che il suo tremore oscillasse continuamente tra valori alti e molto alti.

Mentre l’Etna giganteggiava su quella a terra, Stromboli e la sua Sciara del Fuoco si sono ripresi la scena estiva, sul mare, lasciando che il nostro scintillante Info Point rimanesse chiuso per una giornata.

Quel che è accaduto tra il 3 e 5 luglio è stato descritto dettagliatamente dai circa 15 Comunicati emessi dall’INGV-OE e raccontato diffusamente e con ricchezza di foto e filmati sui nostri canali social. Le adrenaliniche tappe del susseguirsi di eventi in quei tre giorni, pur degne di un libro noir da leggere sulla spiaggia in una giornata estiva, sono state meglio raccontate dalle riprese con i droni o dagli scatti fatti dal bordo della Sciara del Fuoco dai miei colleghi. Tuttavia, è opportuno sottolineare alcune cose accadute il giorno 4 luglio perché in quella data Stromboli ha compiuto un salto verso quella che è la condizione tuttora in atto: l’attività stromboliana ordinaria è cessata, attraverso un enorme cambiamento morfologico della terrazza craterica (nel settore SO), ed è iniziata una fase puramente effusiva. 

Gli eventi del 4 luglio 2024

Ripercorriamo insieme gli eventi salienti di quel giorno.

1. Poco dopo ora di pranzo (ore 14:10), dall’area craterica di nord-est ma sotto la Terrazza si è aperta una bocca posta a quota 700 m ed è iniziata l’effusione di un nuovo flusso lavico ben alimentato, che si è riversato lungo la Sciara del Fuoco. Questa apertura è stata accompagnata (ore 14:11) da un evento esplosivo superiore alla norma dal settore craterico di sud-ovest identificato dai bollettini del LGS-UniFi come “esplosione maggiore”. Da quel momento la formazione di flussi piroclastici – in effetti, delle debris avalanches incandescenti costituite sia da materia magmatico caldo sia da materiale piroclastico vecchio (figura 3) – è stata sostenuta ed alternata al frequente rotolamento di blocchi lungo la Sciara, fino alla linea di costa. Il flusso di lava, da par suo, ha raggiunto la costa intorno alle 17.30, venendo alimentato in maniera discontinua. 

Figura 3 - L’immagine mostra l’ingresso in mare (a destra, con camera nello spettro del visibile, a sinistra con termocamera a infrarossi) di uno dei flussi piroclastici del 4 luglio 2024 dopo aver percorso tutta la lunghezza della Sciara del Fuoco a Stromboli. Immagine tratta dal video realizzato da personale INGV nell’ambito dei progetti UNO e Dynamo.
Figura 3 – L’immagine mostra l’ingresso in mare (a destra, con camera nello spettro del visibile, a sinistra con termocamera a infrarossi) di uno dei flussi piroclastici del 4 luglio 2024 dopo aver percorso tutta la lunghezza della Sciara del Fuoco a Stromboli. Immagine tratta dal video realizzato con drone da personale INGV nell’ambito dei progetti UNO e Dynamo.

2. Nel pomeriggio, poco dopo le 18, a quota 510 m lungo il versante della Sciara, si è aperta improvvisamente una frattura che ha dato origine ad un vero e proprio “getto di magma” laterale il quale, riversandosi impetuosamente lungo la Sciara stessa si è comportato come gli altri imponenti flussi piroclastici di questi giorni (figura 4): raggiunto il mare, la parte concentrata, carica di molto materiale, si è inabissata in acqua, mentre la parte più leggera, diluita e ricca in gas ha percorso molte centinaia di metri, planando sulla superficie del mare. In contemporanea, dalla Sciara del Fuoco si è sollevata una colonna di cenere che ha raggiunto un’altezza di circa 2000 m slm (ben visibile tanto da Scari quanto da Piscità), mentre tutte le reti strumentali delle deformazioni del suolo hanno registrato degli spostamenti, con una generale dilatazione del sistema vulcanico. Dopo l’innesco del primo grande “flusso”, ne sono seguiti numerosi altri fino a quando, verso le 20.10, telecamere e ricercatori INGV hanno osservato un nuovo flusso di imponenti dimensioni che si è propagato in mare per centinaia di metri. In concomitanza di questo evento, il segnale sismico che era stato costantemente su livelli molto alti, pur se con delle fluttuazioni, ha registrato un picco di ampiezza.

Figura 4 - Apertura della frattura lungo il versante della Sciara del Fuoco il 4 luglio 2024.  Immagine estratta dal video realizzato da personale INGV nell’ambito dei progetti UNO e Dynamo.
Figura 4 – Apertura della frattura lungo il versante della Sciara del Fuoco il 4 luglio 2024.  Immagine estratta dal video realizzato con drone da personale INGV nell’ambito dei progetti UNO e Dynamo.

3. Nonostante il proseguire di frane e rotolamenti di blocchi lavici dalle porzioni sommitali del vulcano, dalle 18.10 in poi l’attività esplosiva della terrazza craterica (sia al cratere di nord-est che da quello di sud-ovest) è cessata ed il vulcano è entrato in una fase puramente effusiva.

Il passaggio al livello di allerta rosso

E’ stata quindi la convulsa giornata del 4 luglio, con questa sequenza di eventi (vulcanici) senza tregua, che ha spinto la Protezione Civile Stromboli a spostare il livello di ALLERTA da arancione a ROSSO alle ore 20 dello stesso giorno.  

Il personale INGV, quello della Protezione Civile così come i cittadini e i turisti presenti sull’isola devono fronteggiare questa situazione, mescolando sapientemente le loro conoscenze con le loro coscienze e con l’idea che ad un’attività eruttiva, pericolosa in sé, sono associati anche altri fenomeni pericolosi: eventi sismici, frane, debris flow, incendi e tsunami. Stromboli “sa fare” tutto questo e non lo si può ignorare.

Dalla sera del 4 luglio “Iddu” è apparso insolitamente quieto e la colata di lava emessa da due piccole bocche ora spostatesi intorno a 480 metri di quota, ha continuato a scorrere sotto i nostri occhi, ancora fino al 10 luglio (figura 5). La lava ha formato un piccolo promontorio – ben visibile in tutte le foto degli ultimi giorni e simile a un delta fluviale – dalla cui punta si solleva incessantemente una colonna di bianchissimo vapor acqueo, screziata ogni tanto da bassi sbuffi di ceneri grigio-nere prodotti, con sorde esplosioni, dal contatto di magma e acqua. Il vento, che fa i suoi giri… ogni tanto le ha sollevate e portate fin sulle lenti delle nostre macchine fotografiche o sugli schermi dei nostri cellulari.

Figura 5 - La Sciara del Fuoco da Punta dei Corvi, 9 luglio 2024. Fotografia di Gianfilippo De Astis.
Figura 5 – La Sciara del Fuoco da Punta dei Corvi, 9 luglio 2024. Fotografia di Gianfilippo De Astis.

E l’Etna, che fine ha fatto la nostra “muntagna”, vi domanderete?
L’Etna ha dato ampio sfoggio di sé con alte fontane di lava tra il 4 e il 5 luglio e poi ancora il 7 con una colonna eruttiva alta fino a circa 9000 metri… Cosa di cui vi abbiamo raccontato in un altro articolo uscito ieri.

Ma un duello talmente appassionante poteva finire così, in sordina? Stromboli ha rifiutato di lasciar perdere ed oggi, 11 luglio, ha sparato più lontano che poteva (almeno per quel che riportano i nostri archivi), facendo arrivare la sua colonna eruttiva ad almeno 5 km di altezza e spedendo parte della sua nube lungo la Sciara del Fuoco per un nuovo, imponente flusso piroclastico (figura 6).

<strong>Figura 6 -</strong> Immagini dell'evento parossistico dell'11 luglio 2024 di Stromboli. Fotografie di Federico di Traglia (sinistra) e Laura Sandri (destra) - INGV.
Figura 6 – Immagini dell’evento parossistico dell’11 luglio 2024 di Stromboli. Fotografie di Federico di Traglia (sinistra) e Laura Sandri (destra) – INGV.

(*) – https://it.wikipedia.org/wiki/Duello_al_sole

Referenze

https://it.wikipedia.org/wiki/Duello_al_sole
– Di Renzo et Al. (2019). Long and short-term magma differentiation at Mt.Rtna as revealed by Sr-Nd isotopes and geochemical data. Earth Science Reviews, 190.
– Giacomoni et Al. (2016). Mt.Etna plumbing system revealed by combined textural, compositional and thermo-barometric studies in clinopyroxenes. Contributions to Mineralogy and Petrology.
– Gvirtzman & Nur. (1999) The formation of Mount Etna as the consequence of slab rollback | Nature 
– Patané et Al. (2011) Interplay between Tectonics and Mount Etna’s Volcanism: Insights into the Geometry of the Plumbing System. In: New Frontiers in Tectonic Research – At the Midst of Plate Convergence.
– Petrone et Al (2022). Magma recharge and mush rejuvenation drive paroxysmal activity at Stromboli volcano. Nature Communications, 13.

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