Glossario


Antenna sismica. Sistema di sismometri, installati secondo particolari configurazioni o schemi geometrici (croce, cerchi concentrici, forma a ”L”, ecc.), che consente di aumentare la sensibilità per la rilevazione di eventi sismici. L’estensione e il numero di stazioni dell’antenna sismica dipende dalle proprietà di coerenza del campo d’onda da registrare. La differenza tra un array e una rete sismica sta nelle tecniche di processamento dati che hanno l’obiettivo di abbassare il rumore sismico e di incrementare il rapporto segnale-rumore.

Array sismico. vedi Antenna sismica

Attività stromboliana. Vedi Eruzione stromboliana.

Bomba vulcanica. Frammento di magma di dimensioni superiori a 64 mm, espulso prevalentemente o completamente fuso durante un’eruzione esplosiva.

Bradisismo. Dal greco bradi = lento e seismos = movimento,  lento abbassamento o sollevamento del suolo tipico delle caldere.

Caldera. Struttura vulcanica costituita da un’ ampia depressione della superficie terrestre, di forma variabile: da subcircolare a ellittica fino a poligonale. Si forma quando, in seguito a un’eruzione vulcanica, la camera magmatica si svuota in misura sufficiente da causare lo sprofondamento delle rocce sovrastanti.

Caldera risorgente. Caldera il cui fondo viene successivamente sollevato per effetto della spinta dovuta all’intrusione di magma.

Camera magmatica. Porzione della crosta terrestre dove il magma ristagna per periodi più o meno lunghi, prima di raggiungere eventualmente la superficie terrestre e dar luogo a un’eruzione vulcanica. Ha dimensioni e profondità molto variabili e può essere in connessione con la superficie attraverso un condotto vulcanico.

Campo vulcanico. Area di estensione variabile in cui sono presenti numerosi centri eruttivi.

Cenere vulcanica. Frammenti piroclastici di dimensioni inferiori ai 2 mm, prodotti durante un’eruzione esplosiva (vedi Piroclasto).

Centro eruttivo monogenico. Vedi vulcano monogenico.

Colata di fango. Flusso costituito da una miscela di frammenti di dimensioni variabili e acqua della consistenza del fango, che scorre ad alta velocità lungo i fianchi di un rilievo montuoso. In ambiente vulcanico può essere generata a seguito di un’eruzione vulcanica per saturazione da parte di acqua (meteorica o di superficie) di depositi sciolti. Le colate di fango tendono ad incanalarsi lungo le valli e a fermarsi ai piedi dei versanti.

Colonna eruttiva. Miscela di frammenti piroclastici (vedi Piroclasto), gas e vapore, emessa durante un’eruzione esplosiva. Si innalza a grande velocità nell’atmosfera e può raggiungere altezze variabili in funzione della quantità di magma eruttato, dell’energia dell’eruzione e della forma e dimensione del condotto.

Condotto vulcanico. Struttura attraverso la quale il magma risale alla superficie. La forma può variare da quella di un cilindro a quella di una frattura.

Cono e anello di tufo. Edifici vulcanici formati da una o più eruzioni freatomagmatiche, eruzioni in cui il magma si frammenta per effetto dell’interazione con acqua di falda o di superficie (vedi Eruzione freatomagmatica). Sono costituiti prevalentemente da depositi da surges piroclastici (vedi Corrente piroclastica) e, subordinatamente, da depositi da caduta. I coni si differenziano dagli anelli per la maggiore altezza e per il più alto rapporto fra il diametro della base dell’edificio e quello del cratere.

Cono di scorie. Edificio vulcanico a pianta subcircolare o ellittica che si forma nel corso di eruzioni stromboliane. Questi edifici si accrescono per accumulo di scorie, che ricadono intorno alla bocca eruttiva seguendo traiettorie balistiche.

Corrente piroclastica. Miscela di gas magmatici, vapore e particelle solide, prodotta nel corso di eruzioni esplosive. Miscele ad alta concentrazione di particelle solide e moto laminare vengono dette Flussi piroclastici. Miscele molto diluite (a bassa concentrazione di particelle solide) e moto turbolento vengono dette surges piroclastici.

Cratere vulcanico. Depressione di forma subcircolare al di sopra del condotto vulcanico, attraverso la quale viene emesso il materiale eruttato.

Cupola lavica. Vedi Duomo lavico.

Dacite. Roccia vulcanica generalmente di colore chiaro e caratterizzata da un contenuto in silice compreso tra 62 e 69% e moderate quantità di sodio e potassio. I magmi dacitici tendono a produrre eruzioni esplosive anche di elevata energia. Le lave dacitiche sono viscose e nel corso di attività effusiva formano spesse colate di lava a blocchi o duomi lavici (vedi Duomo lavico).

Datazione radiometrica. Si basa sul decadimento di elementi radioattivi, che attraverso la trasformazione dei protoni contenuti nel nucleo in neutroni, danno origine a “isotopi”: elementi di diverso numero atomico (numero di protoni), ma stesso peso atomico (numero di protoni+neutroni). In base al rapporto tra la quantità di un elemento radioattivo ancora presente in una roccia e la quantità di elemento stabile (risultante dal decadimento del primo), si può risalire, con opportune formule, all’età della roccia o del fossile.

Degassamento. Nel caso dei vulcani, il fenomeno è riferito alla separazione o essoluzione dei gas (o componenti volatili) disciolti nel magma e la loro dispersione verso l’atmosfera. Ciò si verifica attraverso la nucleazione, la crescita e la coalescenza delle bolle di gas. Il degassamento avviene sia dai crateri sia da suoli e/o manifestazioni idrotermali. Si verifica sia nel corso delle eruzioni vulcaniche che nelle fasi di quiescenza, ed è molto importante nel controllo dello stile eruttivo perché regola il rilascio o meno della pressione all’interno del magma.

Deposito piroclastico da caduta. Deposito formatosi per accumulo al suolo di frammenti piroclastici, inizialmente lanciati nell’atmosfera durante un’eruzione esplosiva.

Deposito piroclastico da flusso. Deposito dovuto all’accumulo di particelle solide, depositate da miscele di gas, vapore e frammenti piroclastici, che si spostano lungo la superficie del suolo seguendone la pendenza e assecondandone in parte la morfologia (vedi Corrente piroclastica).

Dicco. Corpo roccioso generalmente di forma tabulare, prodotto dal raffreddamento e solidificazione di magma intruso all’interno di fratture in rocce preesistenti.

Diffrattometria a i raggi X. Tecnica di analisi basata sul fenomeno della diffrazione dei raggi X da parte dei materiali, che permette di riconoscerne le proprietà. Nello studio dei minerali viene utilizzata per determinare la struttura del reticolo cristallino, caratteristica per ogni specie. In inglese questa tecnica è chiamata X-Rays Diffraction, sintetizzato nell’acronimo XRD.

Dorsali oceaniche. Pronunciati rilievi vulcanici che attraversano i fondali oceanici e che si formano là dove due placche tettoniche si allontanano. Lungo queste imponenti strutture la risalita e fusione del mantello causa l’emissione di lava basaltica e produce in questo modo nuova crosta oceanica.

Duomo lavico. Edificio vulcanico di forma tozza generato dall’emissione di lava viscosa.

EDM (Electronic Distance Measurement). L’EDM è una tecnica per la misura delle distanze che utilizza uno strumento elettronico (distanziometro o geodimetro) che invia un segnale elettromagnetico, il quale viene riflesso da un opportuno specchio posto alla distanza desiderata, e ritorna allo strumento stesso. La misura della differenza di fase tra il segnale in andata e quello di ritorno o del tempo impiegato dall’impulso elettromagnetico a percorrere il tragitto di andata e ritorno permette di calcolare la distanza tra lo strumento e il riflettore.

Effetto Sagnac. Si manifesta in un allestimento chiamato interferometro ad anello. Nel 1913 il fisico Georges Sagnac riuscì a dimostrare che un raggio di luce, suddiviso in due ed entrambi trasmessi all’interno di un conduttore lungo traiettorie con direzioni opposte (per esempio lungo un percorso chiuso di specchi installati in piano), e poi sovrapposti, davano origine a frange di interferenza causate dallo sfasamento relativo dei singoli raggi.

Energia delle eruzioni. La somma di energia termica e meccanica liberata durante un’eruzione. Il rapporto tra l’energia meccanica e l’energia termica determina l’esplosività di un’ eruzione.

Eruzione effusiva. Vedi Eruzione vulcanica.

Eruzione esplosiva. Vedi Eruzione vulcanica.

Eruzione freatica. Esplosione provocata dall’improvvisa vaporizzazione di acqua liquida  che si verifica quando un bacino di acqua sotterranea viene surriscaldato da magma, lava, frammenti o depositi piroclastici, o a seguito di rapida decompressione.

Eruzione freatomagmatica. Eruzione vulcanica prodotta dall’interazione del magma con acqua. Le eruzioni di questo tipo generano una colonna eruttiva che si innalza per alcuni chilometri e dalla cui base si espande ad alta velocità una nube di vapore, gas e particelle a forma di anello, simile a quelle osservate nelle  esplosioni nucleari.

Eruzione pliniana. Da Plinio il Giovane che descrisse l’eruzione vesuviana del 79 d.C., è un’eruzione caratterizzata da  una colonna eruttiva che si innalza per decine di chilometri. Dalla parte alta della colonna, meno densa e spinta dai venti in quota, cadono particelle che si depositano su vaste aree (oltre 500 km2). La parte più densa della colonna può collassare, generando flussi piroclastici.

Eruzione stromboliana. Dal vulcano Stromboli, è un’eruzione caratterizzata da esplosioni di bassa energia che si susseguono ad intervalli variabili da secondi a ore. I brandelli di magma, lanciati fino ad alcune centinaia di metri di altezza, cadendo al suolo, formano un cono di scorie.

Eruzione subpliniana. Eruzione esplosiva con fenomenologie simili a quelle dell’eruzione pliniana, ma di energia inferiore e conseguente ridotta distribuzione areale dei prodotti eruttati.

Eruzione surtseyana. Eruzione sottomarina avvenuta in prossimità di fondali poco profondi e caratterizzata da elevata esplosività a causa dell’interazione tra magma e acqua. Il nome deriva dall’eruzione, avvenuta tra il 1963 e il 1967 a sud dell’Islanda, che ha portato all’emersione di una nuova isola vulcanica, chiamata Surtsey.

Eruzione vulcanica. Fuoriuscita di magma dal sottosuolo attraverso una bocca eruttiva nell’atmosfera. L’eruzione può essere effusiva o esplosiva a seconda che il magma fuoriesca come un continuo fluido (lava) o venga espulso come una miscela di gas, vapore e frammenti piroclastici.

Essoluzione. Processo per cui una soluzione inizialmente omogenea si separa in due o più fasi distinte senza aggiunta o sottrazione di materia.

Falda acquifera. Acqua sotterranea trattenuta in uno strato di roccia porosa fessurata, sovrastante terreni impermeabili.

Faglia. Frattura della roccia nella crosta terrestre lungo la quale avvengono spostamenti relativi dei volumi di roccia sui due lati della faglia. Tali spostamenti possono avvenire in maniera lenta e continua, senza provocare terremoti (creep asismico), o in maniera improvvisa, per rottura del piano di faglia che per un periodo più o meno lungo è rimasta sigillata, causando scuotimento del suolo (terremoto).

Flusso piroclastico. Corrente piroclastica costituita da frammenti piroclastici e gas, e caratterizzata da elevata temperatura e velocità. Molti di questi flussi  sono generati dal collasso di una colonna eruttiva. I flussi piroclastici tendono a scorrere al suolo muovendosi per effetto della gravità e la loro distribuzione areale è condizionata dalla morfologia. Infatti essi si incanalano in valli e colmano depressioni, benché alcuni abbiano energia sufficiente per superare barriere morfologiche. Quando la concentrazione dei frammenti piroclastici nella miscela solido/gas è bassa, il flusso viene chiamato surge piroclastico.

Fontane di lava. Getti di magma e gas che possono raggiungere altezze di alcune migliaia di metri nel corso di eruzioni esplosive a bassa energia.

Frammentazione. Disgregazione di un magma in risalita che può avvenire per essoluzione di gas, quando la frazione in volume di questi ultimi raggiunge il 75 % (frammentazione magmatica) o per improvvisa espansione di un massa d’acqua che viene attraversata dal magma. La frammentazione determina la trasformazione del magma da un continuo liquido, con gas e particelle (cristalli, litici), in un continuo gassoso, con brandelli di magma e particelle solide

Frammento piroclastico. Vedi Piroclasto

Freatomagmatico. Vedi Eruzione freatomagmatica.

Fumarola. Emissione naturale di una miscela di gas e vapore. Le temperature sono generalmente elevate (da 100°C fino a oltre 600°C). La rapida variazione di pressione e temperatura che essa subisce all’atto della fuoriuscita determina la formazione di sublimati (processo di brinamento per i chimici).

Geochimica dei gas. La Geochimica dei gas è la branca della geochimica che studia la composizione chimica ed isotopica dei gas circolanti nella crosta, nelle acque e nell’atmosfera terrestre. Nel caso di gas magmatici si ricavano indicazioni sulle condizioni di temperatura, pressione e composizione dei magmi dai quali i gas si sono originati e si definisce meglio il contesto geodinamico dal quale essi provengono.

Geocronologia. Scienza che ha per oggetto la misura del tempo geologico, sia in senso relativo, cioè mediante criteri stratigrafici, sia in senso assoluto, determinando il tempo trascorso (dalle migliaia ai milioni di anni) con metodi diversi, quali, per esempio, la misurazione del decadimento di nuclei radioattivi contenuti in minerali o fossili (datazioni radiometriche).

Giroscopio ottico (ring laser). Strumento per la misura di angoli basato sull’impiego di una radiazione monocromatica generata da un laser. La luce monocromatica viene emessa in direzioni opposte in un conduttore ottico collocato tra specchi e poi sovrapposti. Il numero delle frange di interferenza causate dallo sfasamento relativo dei singoli raggi (effetto Sagnac) è indicativo del valore dell’angolo di cui è ruotato il giroscopio.

GNSS. vedi Sistema satellitare globale di navigazione.

GPS (Global Positioning System). Sistema di rilevamento satellitare (lanciato e gestito dal Dipartimento della Difesa USA) in grado di determinare la posizione di un punto sulla superficie terrestre immobile o in movimento. Esso utilizza una costellazione di satelliti che orbitano intorno alla terra a circa 20.000 km di quota, che trasmettono un segnale captato da ricevitori, dotati di antenna, posti sul punto da localizzare. Questa localizzazione avviene attraverso il calcolo del tempo di percorrenza del segnale, e permette la determinazione delle coordinate del punto con elevata precisione. Sistemi simili sono gestiti da Russia (GLONASS), Cina (Beidou) ed EU (Galileo), a formare complessivamente, il GNSS.

Hummocks. Gli hummocks sono piccole collinette o tumuli. Hanno forma variabile ed irregolare, sono in genere inferiori a 15 metri di altezza e tendono ad apparire in gruppi o campi senza un allineamento preferenziale. In aree vulcaniche possono rappresentare blocchi derivanti dalla distruzione dell’edificio vulcanico a seguito di un’eruzione esplosiva o incorporati all’interno di valanghe di detrito, generate dal collasso di un settore di un vulcano.

Incrostazione fumarolica. Formazione di una specie minerale in cui vi è l’interazione del gas con la roccia circostante. Generalmente questi minerali si formano a temperature inferiori ai 100°C.

Ignimbrite. Termine con molteplici significati di cui il più comune è: deposito vulcanico da corrente piroclastica ad alta concentrazione di frammenti piroclastici spesso consolidato per effetto dell’alta temperatura di deposizione e cristallizzazione della fase vapore (i.e. zeolitizzazione, feldspatizzazione).

Ingressione. Sommersione da parte del mare di tratti di terraferma, per effetto di abbassamento del suolo (subsidenza) o di variazioni del livello del mare (oscillazioni eustatiche).

Isotopi. Elementi chimici di diverso numero atomico (numero di protoni), ma stesso peso atomico (numero di protoni+neutroni).

Lahar. vedi Colata di fango

Lapillo. Frammento piroclastico di dimensioni comprese tra 2 a 64 mm.

Lava.Prodotto delle eruzioni effusive, generato dalla trasformazione per degassamento del magma, che scorre formando una colata, la cui velocità e forma dipendono dalla viscosità del magma, dall’inclinazione del pendio e della portata alla bocca eruttiva. Il termine viene utilizzato anche per indicare la roccia che si forma dopo il suo raffreddamento e la solidificazione della colata.

Litico. Frammento piroclastico costituito da roccia formatasi precedentemente all’esplosione che ne determina l’espulsione. I litici possono essere definiti cogenetici se rappresentano parti del magma che ha alimentato l’eruzione, solidificate prima dell’eruzione stessa; accessori se rappresentano frammenti di rocce strappate al condotto vulcanico; accidentali se rappresentano frammenti di rocce raccolte in superficie nel corso dell’esplosione o durante il trasporto di depositi piroclastici da flusso. I frammenti litici accessori e accidentali sono anche detti xenoliti.

Localizzazione ipocentrale. Posizione dell’ipocentro ovvero del punto all’interno della Terra in cui si è generato il terremoto. La localizzazione ipocentrale è generalmente espressa in termini di coordinate geografiche (latitudine e longitudine) e profondità. Vedi anche Terremoto.

Leucite. Allumosilicato di potassio (KAlSi2O6) in cristalli icositetraedrici incolori o biancastri, comune in alcune rocce vulcaniche ad alto contenuto in potassio. Minerale caratteristico del magmatismo potassico e ultrapotassico, molto diffuso nelle rocce vulcaniche effusive della Provincia Magmatica Laziale e del Vesuvio.

Maar. Cratere generalmente formato in seguito a un’unica eruzione freatomagmatica, derivante cioè dalla interazione esplosiva tra magma e acqua di falda. I maar sono caratterizzati da un basso rapporto tra altezza e larghezza del cratere.

Magma. Materiale naturale allo stato fuso, di composizione generalmente silicatica, in cui sono presenti anche una fase gassosa ed una fase solida, costituita da cristalli.

Magnitudo. È un numero che rappresenta l’energia totale rilasciata durante un terremoto. Si calcola mediante la misura dell’ampiezza delle oscillazioni del terreno provocate dal passaggio delle onde sismiche, registrate dai sismometri (sismogrammi). Ogni unità di magnitudo rappresenta un aumento di 32 volte l’energia rilasciata. Quindi, un terremoto di magnitudo 7.0 ha 32 volte più energia di un terremoto di magnitudo 6.0, e mille volte (32 x 32) più energia di un terremoto di magnitudo 5.0, e un milione di volte più energia di un terremoto di magnitudo 3.0. Esistono varie tipologie di magnitudo, ognuna basata sull’analisi delle onde sismiche in un diverso intervallo di frequenza.

Magnitudo momento Mw. Si calcola sull’intero sismogramma ed è rappresentativa della grandezza del terremoto; infatti si ottiene a partire dalla stima delle caratteristiche geometriche della faglia, ovvero della sua superficie totale e dello scorrimento lungo il piano di faglia.

Magnitudo Richter ML. La Magnitudo Richter ML chiamata anche Magnitudo Locale, è ottenuta a partire dall’ampiezza massima delle oscillazioni registrate da un sismometro standard, chiamato Wood-Anderson, particolarmente sensibile a onde sismiche con frequenza relativamente elevata di circa 1 Hz.

Maremoto. vedi Tsunami.

Metodo 40Ar/39Ar. Utilizza gli isotopi dell’Argon, che a loro volta derivano dal decadimento del Potassio (K), un minerale molto comune nelle rocce vulcaniche. E’ considerato il metodo di datazione più affidabile e preciso in vulcanologia.

Metodo del radiocarbonio o 14C. Utilizza gli isotopi del carbonio: il carbonio-14 (14C) radioattivo e il carbonio-12 (12C) stabile. In atmosfera, i due isotopi del carbonio sono contenuti in un rapporto che rimane costante anche negli organismi vegetali. Al momento della morte, sia negli organismi vegetali che animali, l’isotopo 14C, instabile, inizia a decadere, trasformandosi in azoto-14, (14N), con un tempo di dimezzamento pari a 5730 anni, mentre l’isotopo 12C non subisce trasformazioni; in conseguenza di ciò, col passare del tempo, il rapporto 14C/12C diminuisce e dalla misura di questo rapporto è possibile risalire all’età dei resti di un organismo o del fossile che da esso si è formato. Questo metodo è so e largamente usato in archeologia. Più limitatamente in geologia a causa del limitato intervallo temporale su cui è applicabile, non oltre i 40.000/60.000 anni. Si applica sul materiale organico, purché ben preservato. Richiede inoltre la selezione attenta del materiale che si sottopone a datazione.

Metodo U/Th. Si basa sul decadimento di alcuni isotopi della famiglia radioattiva dell’Uranio-238. Tale metodo sfrutta il decadimento degli atomi di Uranio contenuti in un fossile o in una roccia. Si applica soprattutto alla datazione di sostanze ricche in carbonato di calcio (ossa, smalto di denti, stalattiti e stalagmiti, corallo, travertino, etc.). E’ stato in passato anche applicato alla datazione di rocce vulcaniche, con scarso successo.

Microscopio Elettronico a Scansione. Strumento analitico utilizzato per osservare la morfologia dei materiali con ingrandimenti fino a 100.000 volte e una risoluzione da 1 a 20 nm. L’osservazione dell’oggetto è effettuata mediante un fascio di elettroni che viene deflesso magneticamente in modo da esplorare (o scandire), muovendosi su diversi piani paralleli, tutta la superficie dell’oggetto esaminato. Acronimo SEM, dall’inglese Scanning Electronic Microscope.

Microsismi oceanici. La continua oscillazione delle onde del mare viene trasmessa nella crosta terrestre dove si propaga per centinaia di chilometri come onda sismica superficiale (onda di Rayleigh).

Mofeta. Emissione gassosa naturale a bassa temperatura e ricca in anidride carbonica.

Onde sismiche. Onde elastiche generate nella zona in cui avviene la rottura delle rocce della crosta terrestre (ipocentro). Si propagano dall’ipocentro in tutte le direzioni fino in superficie, come quando si getta un sasso in uno stagno. Esistono vari tipi di onde che viaggiano a velocità diversa. Le onde che si propagano all’interno della Terra sono dette “onde di volume”: sono le onde P (Primarie) o longitudinali, perchè fanno oscillare le particelle di roccia che attraversano parallelamente alla direzione di propagazione, e le onde S (Secondarie), che fanno oscillare le particelle di roccia trasversalmente rispetto alla direzione di propagazione. Le onde S sono più lente delle onde P e non si propagano nei fluidi. Quando le onde P e S raggiungono la superfice terrestre, si formano onde superficiali che si propagano concentricamente lungo la superfice, più lente delle onde di volume. I due tipi principali di onde sismiche superficiali sono le onde di Rayleigh, assomigliano a quelle prodotte quando si lancia un sasso in uno stagno, e le onde di Love, che fanno vibrare il terreno sul piano orizzontale, in modo trasversale rispetto alla propagazione dell’onda.

Onde di Love. vedi Onde sismiche

Onde di Rayleigh. vedi Onde sismiche

Onde P. vedi Onde sismiche

Onde S. vedi Onde sismiche

Placche tettoniche. La litosfera terrestre è suddivisa in una decina di placche o zolle tettoniche di varia forma e dimensione, che si muovono le une rispetto alle altre, spinte dai movimenti del mantello sottostante.

Parossismo. Evento eruttivo di breve durata ma di alta intensità (soprattutto in termini di esplosività). L’attività eruttiva dell’Etna negli ultimi decenni è stata marcata da centinaia di parossismi, come quelli avvenuti nel periodo 2011-2013 al Nuovo Cratere di Sud-Est. Anche gli eventi più fortemente esplosivi dello Stromboli, come quelli dell’11 settembre 1930 e del 3 luglio 2019 sono definiti parossismi.

Piroclasto. Dal greco pir = fuoco e clastos = rotto. Frammento di magma solidificato, prodotto durante un’eruzione esplosiva

Pomice. Frammento piroclastico vetroso altamente vescicolato, generalmente di colore chiaro, poco denso, capace di galleggiare in acqua.

Pozzolana. Deposito piroclastico sciolto, incoerente, composto da particelle vetrose di cenere fine e lapilli pomicei dispersi. Nei Campi Flegrei la “pozzolana” più diffusa è relativa ai depositi non litificati da flusso piroclastico dell’eruzione del Tufo Giallo Napoletano.

Precursori (di un’eruzione vulcanica). L’insieme dei fenomeni connessi alle variazioni fisico-chimiche di un sistema vulcanico che precedono un’eruzione. Esempi di precursori geofisici sono l’aumento nella frequenza e/o intensità dei terremoti localizzati al di sotto dell’apparato vulcanico, l’insorgere di tremore vulcanico, il sollevamento del suolo, l’apertura di fratture, ecc. Esempi di precursori geochimici sono invece rappresentati dalle variazioni della temperatura e della composizione chimica dei fluidi fumarolici dovuti all’aumento della componente magmatica, così come dei flussi di gas e pennacchi vulcanici associati al vulcanismo a condotto aperto. Tali variazioni sono rilevabili nel tempo tramite specifiche tecniche di misura e consentono di effettuare una previsione a breve termine delle eruzioni vulcaniche.

Processo di Poisson. Processo stocastico che simula il manifestarsi di eventi che siano indipendenti l’uno dall’altro e che accadano continuamente nel tempo. Un processo di Poisson soddisfa le seguenti proprietà: a) N(0)=0; b) Gli incrementi sono stazionari, ovvero la distribuzione del numero di eventi che accadono in un certo intervallo dipende solo dalla lunghezza dell’intervallo, e hanno distribuzione di Poisson di parametro λt.

Punti caldi. Luoghi circoscritti del pianeta dove la risalita del mantello causa attività vulcanica cosiddetta intraplacca, cioè lontano dai margini di placca. Si tratta di un vulcanismo persistente ed indipendente dal movimento delle placche. Il punto caldo più famoso è quello che alimenta l’attività vulcanica delle isole Hawaii.

Quiescenza. Periodo di stasi nell’attività eruttiva di un vulcano.

Radiocarbonio. Isotopo radioattivo del carbonio (146C) che si forma nell’atmosfera per effetto della radiazione cosmica primaria e che entra a far parte delle sostanze organiche che costituiscono gli organismi viventi. La quantità in cui è presente negli organismi viventi si mantiene in equilibrio finché sono in vita, ma decresce gradatamente dal momento della morte, per cui la sua determinazione (dato il tempo di dimezzamento di 5568 anni, relativamente breve) costituisce un valido mezzo per datazioni di dettaglio riferite a resti organici e quindi a eventi dell’era quaternaria recente, sia geologici sia paletnologici.

Roccia piroclastica o piroclastite. Roccia costituita da piroclasti emessi durante un’eruzione esplosiva.

SAR (Synthetic Aperture Radar). Il radar ad apertura sintetica (SAR) è uno strumento costituito da un radar di tipo convenzionale montato su una piattaforma mobile (un aeroplano o un satellite). Il SAR fornisce immagini elettromagnetiche della superficie terrestre con risoluzione spaziale di qualche metro. Dalla combinazione di due o più immagini SAR della stessa area (interferometria) si ricavano dettagliati modelli digitali di elevazione del terreno, e si possono ottenere immagini che evidenziano movimenti del suolo con elevata precisione.

Scoria. Frammento piroclastico vetroso, vescicolato, di colore scuro, che, a differenza di una pomice, non galleggia in acqua.

Seamount. Montagne sottomarine formate da attività vulcaniche e, di solito, simili a stratoconi ellittici che si innalzano dai fondi oceanici (per almeno 1000 m). I seamounts con la cima piatta (appiattita) sono chiamati guyots. Recenti stime geografiche suggeriscono che, nel loro insieme, i seamounts comprendano da 8 a oltre 20 milioni di km2 della superficie terrestre ossia un’estensione maggiore di quella dei deserti o di qualsiasi altro habitat globale sul pianeta Terra. Gli scienziati riconoscono in queste strutture dei centri biologici fondamentali, in grado di supportare un’ampia gamma di organismi marini.

Seismic near/far-field. Campo ondulatorio vicino alla (near-) o lontano dalla (far-) sorgente sismica. Al contrario del campo lontano (seismic far-field) dove il fronte d’onda viene approssimato a un piano, il campo ondulatorio in vicinanza della sorgente (seismic near-field) è da considerare sferico.

Sismometro. Strumento atto a rilevare lo spostamento (o la velocità) del suolo dovuto al passaggio di onde sismiche.

Sismoscopio. Strumento in grado di evidenziare l’occorrenza di un terremoto, ma non di misurare quantitativamente lo spostamento del suolo.

Sistema di sorveglianza vulcanica. Insieme di strumenti di misura, dislocati sul territorio e generalmente collegati ad una centrale di raccolta dati, che rilevano i parametri geofisici e geochimici relativi a un sistema vulcanico.

Sistema idrotermale. Un sistema idrotermale è costituito da  una roccia permeabile che rappresenta il serbatoio ed un fluido generalmente bifase (acqua e gas+vapore) alimentato da una sorgente di calore che può essere una massa magmatica o una roccia in lento raffreddamento all’interno della crosta terrestre. L’acqua circolante nel sistema idrotermale può essere di origine meteorica e/o marina con l’aggiunta di gas e vapori rilasciati dal magma. I sistemi idrotermali si trovano comunemente nei pressi di aree vulcanicamente attive o quiescenti.

Sistema satellitare globale di navigazione. Sistema di geo-radiolocalizzazione e navigazione terrestre, marittima o aerea, che utilizza una rete di satelliti artificiali in orbita e pseudoliti. I sistemi di geolocalizzazione forniscono un servizio di posizionamento geo-spaziale a copertura globale che consente a ricevitori elettronici di determinare le loro coordinate geografiche su un qualunque punto della superficie terrestre o dell’atmosfera con un errore di pochi metri, elaborando segnali a radiofrequenza trasmessi da tali satelliti. Tra questi si annoverano il sistema statunitense NAVSTAR Global Positioning System (GPS), il sistema russo GLONASS, il sistema europeo Galileo.

Slab. Vedi Subduzione.

Stratovulcano. Edificio vulcanico di forma generalmente tronco-conica accresciuto per l’accumulo, attorno alla bocca eruttiva, di prodotti di eruzioni effusive ed esplosive.

Subaereo. Che si trova o avviene sopra la superficie terrestre o del mare.

Subduzione. Processo attivo lungo margini convergenti di zolle litosferiche che consiste nello sprofondamento di una zolla al di sotto di quella immediatamente adiacente. La parte di placca che s’immerge nel mantello è anche chiamata slab (dall’inglese slab, che significa “piastra”).

Sublimato. Minerale di origine fumarolica formatosi durante il passaggio dalla fase gassosa alla fase solida al diminuire della temperatura. Generalmente questi minerali si formano a temperature superiori ai 100°C. Per i chimici questo processo si chiama brinamento.

Surge piroclastico. Corrente piroclastica a bassa concentrazione di particelle solide, costituita da frammenti piroclastici, vapore e gas, e caratterizzata da elevata velocità e temperatura variabile, anche se generalmente elevata. Essa si propaga per moto turbolento. I surges piroclastici sono generalmente associati a eruzioni freatomagmatiche, scorrono al suolo con elevata mobilità e possono superare, in funzione delle loro caratteristiche fisiche, anche elevate barriere morfologiche.

Terrazzo marino. Struttura morfologica pianeggiante originatasi per l’azione del moto ondoso sul fondo del mare in prossimità della costa durante un’ingressione, e successivamente emersa.

Terremoto. Rapido movimento della superficie terrestre dovuto al passaggio di onde elastiche generate dalla rottura di rocce costituenti la parte più rigida dell’interno della terra, la litosfera. Il punto in cui avviene la rottura si chiama ipocentro. Il punto della superficie terrestre posto sulla verticale dell’ipocentro è detto epicentro.

Tremore armonico. Il segnale sismico di periodo costante causato dal movimento del gas rilasciato dal magma

Tsunami. O maremoto. Termine giapponese («onde sul porto») adottato internazionalmente come denominazione ufficiale di serie di onde provocate da qualsiasi evento in grado di muovere verticalmente una grande colonna d’acqua: terremoti, movimenti tettonici sottomarini, eruzioni vulcaniche, frane, esplosioni o caduta di meteoriti.

Tufo. Roccia formatasi per il consolidamento di un deposito piroclastico, costituito prevalentemente da cenere vulcanica.

Velocità angolare. La velocità di rotazione di un oggetto si misura in radianti per secondo (rad/s) che corrisponde a 57.295°/s (quindi 1 nanorad/s è uguale a 10-9 rad/s). Come termine di paragone, la lancetta dei secondi di un orologio meccanico impiega 60 s per fare il giro completo di un minuto, che corrisponde quindi ad un velocità di 6°/s = 0.104 rad/s. Se per esempio una giostra gira con una velocità di 1 rad/s impiega un po’ più di 6 s per un giro completo. Se invece la giostra girasse con la velocità di 20 nanorad/s, pari a quella del sismometro rotazionale iXBlue, impiegherebbe circa 10 anni per compiere un giro completo.

Vescicolazione. Formazione di vescicole (bolle) in un magma che si avvicina alla superficie terrestre, per effetto dell’essoluzione di gas indotta dalla diminuzione di pressione.

Vulcano. Luogo della superficie terrestre in corrispondenza del quale si ha la fuoriuscita di lave, gas, e prodotti piroclastici che accumulandosi formano un edificio vulcanico.

Vulcano monogenico. Un vulcano monogenico si forma per l’accumulo dei prodotti di una singola eruzione o di una singola fase eruttiva. Esempi di vulcani monogenici sono i coni di scorie e i coni e gli anelli di tufo.

Vulcano poligenico. Un vulcano poligenico si forma per l’accumulo dei prodotti di molteplici eruzioni, separate da periodi di riposo più o meno lunghi. Esempi di vulcani poligenici sono i vulcani a scudo (come quelli delle isole Hawaii) e i vulcani compositi (come il Vesuvio, l’Etna e Stromboli).

riadattato e integrato da Orsi G., Cuna L., De Astis G., de Vita S., Di Vito M.A., Isaia R., Nave R., Pappalardo L., Piochi M., Postiglione C., Sansivero F. (2000) I vulcani napoletani. Pericolosità e Rischio. Osservatorio Vesuviano

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